SOLE CUORE AMORE

LUNEDI 2 ottobre


spettacolo unico ore 21.15

 

Progetto 

QUELLI DELLA COMPAGNIA GLI IMPERDIBILI 

per il cinema d'essai in Toscana



Regia: Daniele Vicari

Attori: Isabella Ragonese - Eli, Eva Grieco - Vale, Francesco Montanari - Mario, Francesco Acquaroli - Nicola, Giulia Anchisi - Bianca, Chiara Scalise - Malika, Giordano De Plano - Sergio, Paola Tiziana Cruciani - Adele, Noemi Abbrescia - Ada, Marzio Romano Falcione - Stefanino, Ines Tocco - Nicoletta

Soggetto: Daniele Vicari

Sceneggiatura: Daniele Vicari

Fotografia: Gherardo Gossi

Musiche: Stefano Di Battista

Montaggio: Benni Atria, Alberto Masi - (collaborazione)

Scenografia: Beatrice Scarpato

Costumi: Francesca Vecchi, Roberta Vecchi

Suono: Remo Ugolinelli - (presa diretta), Alessandro Palmerini - (presa diretta)

Aiuto regia: Saverio Di Biagio

NOTE

FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON CONTRIBUTO ECONOMICO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA; REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER L'AUDIOVISIVO.

SELEZIONE UFFICIALE ALLA XI EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2016).

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ITALIA 2017  - 112 min.

Produzione: DOENICO PROCACCI PER FANDANGO, CON RAI CINEMA

Distribuzione: KOCH MEDIA


Un'amicizia tra due giovani donne in una città bella e dura come Roma e il suo immenso hinterland. Due donne che hanno fatto scelte molto diverse nella vita: Eli ha quattro figli, un marito disoccupato e un lavoro difficile da raggiungere; Vale invece è sola, è una danzatrice e performer, e trae sostentamento dal lavoro nelle discoteche. Legate da un affetto profondo, da una vera e propria sorellanza, le due donne sono mondi solo apparentemente diversi, in realtà sono due facce della stessa medaglia, ma la solidarietà reciproca non sempre basta a lenire le difficoltà materiali della loro vita.


CRITICA

"Spesso le dichiarazioni preventive di un regista non servono a valutare la sua opera. Sono al meglio interessanti come intenzioni, al peggio sono solo mani avanti. Al contrario quanto dice Daniele Vicari, corrisponde al risultato di 'Sole cuore amore'. È un film semplice, dice, come i versi della canzone, ma a fortissimo contrasto con le difficoltà di quell'enorme e crescente massa di persone di cui i personaggi sono un campione, sperse nella vastità anonima di una periferia metropolitana. (...) Il crescendo del dramma dà i brividi. Dice un' altra cosa vera il regista. Che rappresentare l'ordinaria quotidianità senza ricorrere a 'violenze e degrado rischia di apparire insignificante'. Grazie alla sua sensibilità, Vicari ha trovato la 'giusta distanza'." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 4 maggio 2017)

"Ottimo regista, Daniele Vicari, ancorché molto indulgente nei confronti del proprio super-io ideologico: lo conferma «Sole cuore amore», esile ma sentito poemetto sulla fatica di vivere delle classi proletarizzate e penalizzate dalle ricorrenti crisi economiche. Più omaggio neorealista che replica del cine-militantismo alla Loach, il film è in gran parte supportato dall'interpretazione della Ragonese (...). Assai posticcio, invece, appare il parallelo identikit dell'amica del cuore (...). Un film dignitoso e che va apprezzato per la fluidità di dialoghi e atmosfere e l'invito alla speranza che nella pure spietata capitale magari ha qualche chance in più rispetto a Pyongyang." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 4 maggio 2017)

"In un cinema di ambientazione romana che usa frugare nelle periferie per pescare figure allo sbando di criminali e drogati, Daniele Vicari sceglie di poggiare lo sguardo sul quotidiano della gente comune; e dalla folla anonima dei precari e dei nuovi poveri fa emergere un volto, il volto di una giovane donna. Sorta di soldatino coraggioso - marito disoccupato e quattro figli - che per amore e responsabilità accetta con grazia, senza lamentarsi senza recriminare, il fardello di una vita difficile. Al piano di sotto a Eli abita l'amica del cuore Vale (la brava Eva Grieco) (...). Con le sue esibizioni, Vale ci introduce in una Roma notturna graffitara e alternativa, apparentemente in contrasto con il marginale ambiente popolare di Eli: ma entrambi i personaggi smascherano l'amara realtà di un mondo che smonta e svilisce ogni forma di umana dignità. Tuttavia, se il disegno di mettere in parallelo le due esistenze risulta concettualmente chiaro, dal punto di vista emozionale le storia non sono bilanciate e hanno impatto diverso. Malgrado il carico posto dal copione sulle sue spalle (...) risulti eccessivo, è Eli - Isabella Ragonese nella sua migliore prova a oggi - a trasmettere un calore, una tristezza e una pulizia interiore che ce la rendono cara e vicina. Un paltoncino rosso nel livido albore o nel cupo crepuscolo di giornate tutte uguali e dure: è l'emblematico segno di un'Italia in grave crisi sociale, è l'immagine del film che ci portiamo dietro." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 maggio 2017)

"Il lavoro non è più lo stesso, bisogna adeguarsi al cambiamento, lo sentiamo ripetere continuamente. Infatti assomiglia sempre di più alla schiavitù o a un miraggio e 'Sole cuore amore' di Daniele Vicari vuole riflettere su questa condizione senza via d'uscita. (...) II ritmo del film è una specie di vortice che consuma le vite delle due ragazze, in viaggio perenne la prima, in ricerca costante di sé e della sua arte, la seconda. Il sole del titolo non è il sol dell'avvenire, sembrerebbe alludere al fatto che non ci resta che il sole in questa disastrata società: si tratta della celebre canzone del 2011 che racchiude nel suo ritornello una sintesi di sentimenti in rima e i sentimenti sono tutto quello che Eli possiede (...). Il riferimento ai classici del neorealismo ci riportano ad Anna Magnani e Grandjaquet che si scambiano confidenze sulle scale di casa, a dispetto della guerra. Così Ragonese e Montanari hanno quei pochi minuti di quotidianità sul balcone, di notte, il tempo di fumare una sigaretta e scambiarsi due parole. E lo stesso Francesco Acquaroli (...) in poche battute riesce ad esprimere tutta la cinica paciosità romana del tipico bottegaio che si fa gli affari suoi, figura sopravvissuta nei decenni. Dall'altra parte, in parallelo entra nella storia la contemporaneità impersonata da Vale (...) incarna alla perfezione non solo il mondo notturno dei locali che proliferano nella zona pontina, ma anche il rapporto di amicizia che si manifesta in maniera struggente attraverso la danza. (...) Non ci sono indicazioni ideologiche nel film, ma risulta con evidenza la situazione di drammatico stallo in cui ci si trova a vivere e che colpisce in qualche modo tutti nella corsa alla sopravvivenza, in una società che ha svenduto diritti conquistati e procede con sconosciute logiche finanziarie. Il film che lavora con calore sul valore dell'amicizia, della solidarietà e della voglia di vivere, ci indica senza proclami il ciglio del burrone." ( Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 4 maggio 2017)

"Rara, in questi anni, e quasi riuscita combinazione di analisi sociale e dramma individuale in un contesto di cronaca per una volta fuori dalle parole dei talk show e dai reportage stilosi sul cosiddetto 'lavoro non garantito'. (...) Nonostante qualche caduta (di sceneggiatura, o la scena lesbo nella doccia o il dialetto neorealista) nei momenti migliori Vicari (...) ricorda gli indomabili onesti di Loach. Va data fiducia all'insolito passo lungo per inoltrarsi nella vicenda. Alla Ragonese c'è da augurare tutto il bene possibile ai futuri David." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 4 maggio 2017)

"Il quinto film a soggetto del regista di 'Diaz' e 'Velocità massima' è favoloso anche se il cappottino di Eli non appartiene alle fiabe ma a una Roma durissima (...). Struggente in recitazione (Ragonese e Grieco da urlo), epico in regia e con colonna sonora che varia dal jazz a un'elettronica tenebrosa nel finale. Grandissimo modo di pensare e fare cinema. Punto." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 maggio 2017)

"Piacerà a chi come noi apprezza Vicari e da anni invoca da lui un film che non sia soffocato da pregiudiziali politiche. Qui va alla scoperta di un'Italia torturata dalla crisi, ma che pure lotta, aspettando un domani che forse non arriverà." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 maggio 2017)

"Vicari racconta l'attuale crisi, economica e di valori, al tempo del Pd, con alti e bassi. Da promuovere la «via crucis» di Eli; sottotono e artificiosa la storia dell'amica." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 4 maggio 2017)

"'Sole cuore amore' è un film che non fa sconti: restituisce la quotidianità di tutti gli italiani - di tutti gli esseri umani - costretti a combattere con il lavoro che non c'è, con rapporti sociali ed economici sempre più neutri, stranianti, crudeli. (...) Isabella Ragonese, che è sempre brava, non è mai stata così brava." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 3 maggio 2017)

"(...) il film tocca in maniera forte e diretta il tema del lavoro che Vicari riesce a trattare con una dignità inedita nel nostro cinema recente e senza facili ideologismi alla moda (...)." ( Pedro Armocida, 'Il Giornale', 3 maggio 2017)

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